Questo non è un paese per giovani
6 Marzo 2008
Certo che se i fratelli Cohen vivessero in Italia, ci avrebbero pensato due volte prima di realizzare il film che ha vinto l’Oscar negli Academy Awards 2008. Il nostro è senza ombra di dubbio un paese ”per vecchi” che, se si continua su questa strada , è destinato ad un declino esiziale. La nostra vetusta classe politica è solo la classica “punta dell’iceberg” perchè in ogni campo il ricambio generazionale si è fermato ai turbolenti anni 70′. Questo discorso prescinde da ogni connotazione o colore politico, ci sono responsabilità in ogni singolo schieramento.
Tuttavia, quello che mi preme dire, è che le risposte non sono certo le candidature strumentali di Walter Veltroni come quella di Marianna Madia ( 27 anni alla prima esperienza politica ), non basta il fatto di essere giovani per meritarsi uno scranno sicuro in Parlamento. La meritocrazia, parola ormai sgualcita da quanto la usano certi politici, non ha età anche se fisiologicamente si applica meglio alle menti giovani che hanno uno spirito e delle idee innovative rispetto a chi ad esempio è da 30 anni nello stesso settore.
Serve un serio “patto generazionale” che metta una volta per tutte fine sia alla gerontocrazia tipica italiana, sia al giovanilismo cinematografico veltroniano che non portano da nessuna parte. I ragazzi devono capire che la preparazione e lo studio sono le ricette per riuscire nella loro professione e nella loro vita, gli anziani devono capire che i giovani sono una risorsa e non una minaccia. I giovani devono rispettare gli anziani per la loro esperienza, ascoltarli attentamente per carpirne gli insegnamenti e quindi imparare da loro ”l’arte del vivere”; gli anziani devono essere disponibili a trasmettere il loro prezioso sapere e a non considerare tutto questo come una perdita del poco tempo che gli rimane ma anzi come una ulteriore valorizzazione della loro esistenza.
Infine spero di non vedere più sceneggiate napoletane come quelle di Ciriaco de Mita che, arrivato ad XI legislature, si affanna ancora per essere ricandidato cambiando addirittura partito; un personaggio della sua levatura culturale ( il compianto Avvocato lo soprannominò “l’intellettuale della Magna Grecia”) che è stato anche Presidente del Consiglio poteva risparmiarsi questa penosa caduta di stile che getta un’ombra sulla sua importante carriera politica. Comunque bisogna dire meglio cento esperti de Mita in Parlamento piuttosto che giovani raccomandati senza nè arte nè parte, usati come specchietti per le allodole da persone senza scrupoli che predicano bene ma razzolano veramente male.
Un’ ultima parola la devo però spendere per il candidato premier del PDL (sarei tacciato di faziosità se non lo facessi), Silvio Berlusconi infatti è l’unica persona che riesce ad oggi a tenere unito il centro-destra e pertanto non si può ritirare anche se ha raggiunto i 71 anni. Sono i due milioni di manifestanti del 2 Dicembre che lo esortano ad andare avanti ed a fare l’ultimo sforzo, lui ha già annunciato che questa sarà la sua ultima campagna elettorale… Secondo me se potesse scapperebbe subito nella sua villa alle Bermuda piuttosto che occuparsi della spazzatura di Napoli ma questa è la responsabilità che gli daranno gli italiani e lui è l’unico oggi ad avere “chances” di successo.
Cesare Miglioli
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1 commento a “Questo non è un paese per giovani” - Guarda sotto
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Tags: berlusconi, giovani, anziani, veltroni



9 Marzo 2008 alle 09:00
bisognerebbe fare come la conferenza episcopale.
Ma questo è un argomento troppo spinoso da affrontare ora visto l’età di Berlusconi.
Questi articoli sono un boomerang. Da sempre.