Il paese dei criminali buoni e di quelli cattivi
5 Marzo 2008Finalmente giustizia è fatta. Un criminale del dopoguerra, il famigerato boia di Bolzano, all’età di 82 anni è stato imprigionato in Italia per scontate la sua condanna a vita. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le carneficine compiute dai soldati tedeschi che hanno massacrato centinaia di nostri compatrioti da Cefalonia alle fosse Ardeatine sino al campo di transito di Bolzano da cui centinaia di persone venivano instradate verso i campi di sterminio tedeschi. Sin qui nulla di strano, eppure qualche cosa che non torna. Com’è possibile che due aguzzini della peggior specie, Scalfaro e Pertini, che nell’ immediato dopoguerra si sono resi fautori di atroci crimini, siano riusciti a diventare Presidenti della Repubblica e nessuno abbia mai pensato di arrestarli? E com’è possibile che Palmiro Togliatti che ha commesso crimini spaventosi e deliberati omicidi, certo non minori di quelli commessi dal boia di Bolzano, oggi sia acclamato a padre della Patria e gli siano addirittura intitolate numerose vie? Com’è possibile che nei festeggiamenti per la liberazione si commemorino i partigiani rossi che hanno per quasi due anni sparso il terrore in tutto il Nord e centro Italia? Non bastano forse l’orrore delle foibe e dei cimiteri umani ritrovati nei campi dell’Emilia a testimoniare questi fatti? Perché ci si ostina a voler raccontare la storia da un solo punto di vista (quello dei vincitori) ? Contro l’indifferenza delle istituzioni ed il sordo boato di chi vuol far tacere le verità della storia si levano i giovani di destra che oggi propongono che lo Stato, con la stessa determinazione con cui ha proceduto all’imprigionamento del boia di Bolzano, provveda anche a cancellare dalle vie italiane il nome di Togliatti. Sappiamo già che questo non succederà mai, infatti, come dicono al “Bagaglino”: “Gli italiani sono un popolo di poeti, di eroi, e di aiutanti dei vincitori”.
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Tags: italia, politica


