Duri a morire
7 Marzo 2008Sono lontani i tempi dell’Italia post-unitaria che sognava nuovi traguardi economici e sociali. Destra e sinistra storica si alternavano tendendo verso istanze ora liberali e conservatrici ed ora rivoluzionarie e sociali. Dopo le clamorose sconfitte dell’esercito italiano nelle guerre d’indipendenza, gli italiani avevano iniziato a pensare di non essere così forti come i loro antenati romani. L’esercito Italiano a Custoza guidato da La Marmora era più del doppio di quello Austriaco e perdette clamorosamente. Per non parlare delle brutte figure che abbiamo fatto in Africa durante la colonizzazione ottocentesca. Poi venne Giolitti con la sua politica discreta e mediatrice che preparò il terreno per l’ormai prossima Italia Fascista. Il malcontento e la delusione dei giovani e di gran parte degli italiani trovò sfogo nella quarta guerra d’indipendenza meglio conosciuta come prima guerra mondiale, nella quale nonostante la sconfitta di Caporetto vincemmo clamorosamente a Vittorio Veneto legittimandoci agli occhi degli altri stati europei. Ma dopo un’iniziale esuberanza ci si voltò verso la penisola e si vide un’economia devastata, una popolazione ancora analfabeta e opere pubbliche ancora risalenti ai tempi degli imperatori romani. Era tempo di fare ciò che la destra e la sinistra storica non erano riuscite a portare a compimento, far crescere l’Italia nel mondo che cambiava! Così mentre in Russia il comunismo sorgeva mietendo qualche milioncino di vittime, la Spagna era lacerata dalla guerra civile e la Germania si preparava a subire la tragedia dello sterminio hitleriano, in Italia nasceva un movimento politico destinato a segnare (pur con i suoi difetti ed errori) positivamente lo sviluppo del nostro paese, il fascismo. Da allora in avanti la storia politica dell’Italia sarebbe cambiata completamente, i comunisti negli anni ‘60 avrebbero preso il 30% dei voti e la destra sarebbe stata pressocchè inesistente sino allo storico 1994 quando un uomo da solo cambiò ancora una volta le sorti del nostro paese, era Silvio Berlusconi, le cui idee oggi proiettano l’Italia verso nuove prospettive, e se Berlusconi dovesse perdere le prossime elezioni l’Italia rischierebbe di sprofondare per l’ennesima volta nel disastro sclerotico delle sinistre rosse e ipocrite e dei loro sgherri politicanti duri a morire.
Stefano Ridulfo
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Tags: berlusconi, italia, politica






25 Novembre 2008 alle 07:15
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