Il cacciatore di aquiloni

10 Aprile 2008

cacciatore.jpg Film uscito da poco nei nostri cinema, nominato per due Golden Globe e un Oscar, tratto dal primo romanzo dello scrittore americano, originariamente nato a Kabul, Khaled Hosseini.

La storia quasi autobiografica(ci sono diversi elementi comuni tra il bambino protagonista e lo scrittore/medico), racconta di un ragazzino, Amir e del suo fedele servo di etnia Hazara Hassan. La vicenda nella parte iniziale del film si svolge in una Kabul precedente all’invasione sovietica ed al sucessivo regime talebano; nonostante ciò le scene furono girate principalmente in Cina, esattamente presso Kashgar, data la pericolosità del periodo in cui fu girato ed è da sottolineare come tale opera è stata proibita dal governo afgano(ma va? non me l’aspettavo.)

In sostanza è una storia di amicizia, o meglio di assoluta fedeltà di Hassan nei confronti di Amir, il quale invece si conporta da vero pavido e abbandona l’amico nel momento di maggior bisogno, quando cioè il piccolo servo viene preso dai tre immancabili bulli/cattivi che disprezzandolo e offendendolo per la sua etnia, arrivano addirittura a stuprare il povero bimbo.

Eventualmente Amir in seguito all’arrivo dei russi riesce a scappare in America con il padre e da lì, una volta adulto, dovrà tornare nel paese d’origine per prendersi cura del figlio dell’amico e così espiare le colpe commesse.

La cosa veramente agghiacciante del film è il contrasto fra Kabul prima e dopo l’invasione e cambio di regime, il protagonista torna in una terra irriconoscibile governata in modo spietato, viene anche raffigurata una lapidazione pubblica di una coppia per presunto adulterio in uno stadio, nell’intervallo di un’allegra partita di calcio.

La critica in generale è stata abbastanza positiva anche se ci sono state diverse negative, ad esempio sul fatto che poco si concentra sulla vita degli afgani sotto i talebani, ma è anche vero che la maggior parte dei critici sono statunitensi e forse volevano che nel film si evincesse maggiormente le ragioni che hanno spinto gli USA ad intervenire(immagino dipenda dai punti di vista), comunque rimane un bel film, impegnato dai tratti malinconici ma dolci, forse l’unica critica, anche se banale poichè si può rivolgere a quasi tutti i film con sceneggiatura non originale, è che non rende perfettamente l’idee e le sensazioni che il libro, rimanendo stilisticamente superiore, riesce a trasmettere


Scritto da Gianluca Agostinis (5) in Lumière

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4 commenti a “Il cacciatore di aquiloni” - Guarda sotto


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